Volo in ritardo: ecco cosa fare

    Volo in ritardo: ecco cosa fare

    Volo in ritardo: come richiedere una compensazione

    Purtroppo capita di frequente che l’aereo che abbiamo prenotato subisca un certo ritardo, solitamente quantificabile in un tempo contenuto.

    Se questo però eccede sopra una certa soglia è possibile richiedere una compensazione volo, ottenendo indietro parte del denaro speso come risarcimento del disagio subito.

    In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quando poter ottenere tale riconoscimento e quali sono le condizioni necessarie.

     

    Quando il volo è considerato in ritardo?

    In primo luogo è necessario operare una netta distinzione tra volo cancellato e volo in ritardo.

    Nel primo caso la partenza di un determinato aereo non deve proprio essere avvenuta, mentre nel secondo è considerato fuori dal proprio orario di competenza dopo soli 15 minuti.

    Se però l’arrivo avviene dopo 3 ore rispetto alle previsioni, il cliente ha diritto a richiedere la propria compensazione volo, rivolgendosi direttamente alla compagnia aerea di competenza per conoscere la percentuale di propria spettanza.

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    Il massimo da poter riscuotere sono 600 euro totali, così come previsto dalla normativa EC261/2004.

    Si tratta di un regolamento che garantisce i passeggeri riguardo ai disservizi che potrebbero capitare durante il traffico aereo, come appunto un eccessivo ritardo rispetto a quanto assicurato, che potrebbe provocare la perdita delle coincidenze se sono previsti più scali o la mancata partecipazione ad appuntamenti importanti.

    Per questo motivo è facoltà del cliente procedere con una pratica apposita, che possa almeno parzialmente coprire il disagio subito con una somma di denaro congrua.

     

    In quali casi non è possibile richiedere il risarcimento

    Sono essenzialmente due i casi in cui non è consentito richiedere una compensazione volo alla compagnia aerea dalla quale si è acquistato il biglietto.

    Il primo è che il tempo di ritardo accumulato sia inferiore a 3 ore calcolate in maniera precisa, così come riportato dai dati forniti sul sito web circa l’esatta partenza e il conseguente arrivo.

    È pertanto necessario basarsi su un orario esatto e non si tratta di un parametro contestabile, anche se la differenza è di soli pochi minuti rispetto alla soglia fissata.

    Il secondo prevede l’esclusione dal beneficio per tutti i voli operati da un’area extra UE o da una compagnia non europea.

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    Si tratta infatti di un regolamento che opera esclusivamente all’interno del continente e non può essere applicato con queste norme anche al resto del mondo.

    In tal caso sarà opportuno chiedere all’operatore in questione se è previsto un risarcimento specifico che però non segue le regole appena citate.

     

    Come comportarsi in caso di cancellazione?

    In caso di cancellazione del volo prenotato la situazione tende a complicarsi ed è strettamente connessa alla compensazione volo.
    Se questa non è avvenuto per motivi legati a un errore o un problema legato alla compagnia, il cliente non potrà ottenere alcuna somma di denaro a copertura del disagio.

    In caso contrario la cifra massima da poter richiedere rimane fissa alla soglia dei 600 euro.

     

    Come è possibile quantificare il rimborso?

    Per conoscere la somma esatta da ricevere è necessario basarsi su alcuni parametri fissi, come il tempo di ritardo accumulato e la distanza.

    Se l’attesa è stata inferiore alle 3 h nessuna compensazione sarà dovuta, qualunque sia il tragitto.

    Superati i 180 minuti, si otterranno 250 euro con meno di 1500 km o 400 tra 1500 e 3500 km.

    Superate le 5 ore totali in aeroporto senza poter prendere l’aereo, il passeggero ha diritto al rimborso totale del suo biglietto, inoltrabile direttamente alla compagnia aerea secondo le modalità previste sul suo sito web.

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    Quali sono i tempi per ottenere il rimborso per un volo in ritardo

    La compagnia aerea ha 3 anni di tempo per procedere al rimborso del passeggero che ha subito il danno, sempre agendo all’interno dell’Europa.

    Sono considerati parte dell’accordo tutti e 27 gli stati facenti parte dell’Unione, oltre che Svizzera, Norvegia, Irlanda, Guinea Francese , Martinica, Guadalupe, Maiotta, Reunion, Madera, Azzorra e Isole Canarie.

    Numerose sono quindi le tratte per le quali è possibile usufruire del rimborso, attendendo però i tempi tecnici previsti dal regolamento.

    Si tratta comunque di una delle normative più favorevoli per il passeggero attualmente in vigore al mondo, che non è stata replicata da Paesi come la Cina e gli Stati Uniti, che lasciano alla compagnia aerea la discrezionalità circa questo argomento, ponendola al centro del settore al posto del cliente.

    L’Europa desidera invece incentivare i viaggiatori e offrire loro un servizio equo e puntuale.

    Michele Valente

    Sono il blogger di Famiglia in Fuga. Appassionato di viaggi e di tecnologia, ho creato questo blog insieme alla mia famiglia.

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