Vino novello: perché si chiama così riconoscere quello buono

Differenze tra il vino Novello e gli altri classici

Il Vino Novello è una qualifica che viene affiancata ad alcuni tipi di vino che rispettano determinate caratteristiche, che lo differenziano in maniera sostanziale dalla concorrenza. Per far ottenere tale dicitura al vino è necessario che il produttore rispetti specifiche normative, queste riguardano in primo luogo la produzione che segue determinate meccaniche proprie, seguendo il metodo di vinificazione della macerazione carbonica che affronteremo tra poco.

Sostanzialmente si tratta di un vino rosso giovane e fruttato, morbido e armonico nel gusto che, a differenza dei suoi simili, per via della diversificazione del metodo di produzione, non detiene le classiche proprietà dell’invecchiamento. Questa peculiarità gli permette di essere messo in commercio a partire dal 30 ottobre del medesimo anno della vendemmia, risultando in questo modo uno dei primi vini a essere venduto.

 

Il Beaujolais Nouveau

Il vino novello tuttavia non è un’esclusiva italiana, la sua ideazione in realtà è stata studiata e realizzata da un gruppo di ricercatori francesi nel 1934 a Beaujolais Nouveau in Borgogna, luogo che ne ha ispirato il nome. Il termine Novello infatti deriva proprio dalla parola francese Nouveau. Il continuo accostamento del vino novello alla parola “nuovo” suscita spesso delle incomprensioni dovute alla disinformazione. Il classico vino nuovo risulta di solito bianco e non prevede la tecnica della macerazione carbonica, mantenendo le proprietà d’invecchiamento.

 

Beaujolais Nouveau

 

Nel caso del Novello il termine nuovo sta a indicare la tempestività di produzione e messa in commercio del vino. Date le sue caratteristiche questo non si mantiene a lungo, per tale motivo è consigliabile consumarlo entro la fine dell’anno, massimo sei mesi dall’acquisto effettivo.

 

Quali sono le normative da rispettare per il vino Novello?

Come accennato poc’anzi la produzione del vino Novello richiede, da parte del produttore, il rispetto di determinate normative che ne qualificano le caratteristiche. Indipendentemente dalla marca del vino ogni Novello presenta un’etichettatura che ne certifica la qualità.

Le normative sono rappresentate da un decreto del Ministero delle Politiche Agricole vincolato il 6 ottobre 1989 e modificato successivamente il 13 agosto 2012. Tale regolamento, se rispettato, garantisce il marchio di “vino Novello”.

 

La normativa italiana

Nello specifico la normativa italiana richiede che il processo di vinificazione secondo macerazione carbonica comprenda almeno il 40% dell’uva, mentre il restante 60% può essere vinificata tramite metodi classici. La differenza di percentuale inficia direttamente sulla gradazione alcolica che, rispettando il minimo in percentuale previsto dalla normativa, risulterà rispettivamente dell’11%. C’è la possibilità di trovare in commercio ogni variante possibile riguardo la percentuale dell’uva macerata, tanto talune marche la forniscono al 100%.

Altre caratteristiche guidate dalla normativa vigente riguardano i tempi della vinificazione che non possono essere inferiori ai 10 giorni, e la quantità di zuccheri riduttori residui che non può salire oltre i 10 g/l.

 

La normativa francese

Le normative che vincolano il vino novello francese si differenziano in minima parte da quelle italiane. In primo luogo queste prevedono la lavorazione con il metodo della macerazione carbonica per tutto il contenuto della bottiglia e viene fatto esclusivamente con uva proveniente dal vitigno Gamay. La finestra di commercializzazione parte dal terzo giovedì di novembre.

Una normativa così rigida sfavorisce la proliferazione del vino novello, in quanto le aziende vinicole che dispongono delle adeguate attrezzature e competenze per produrlo sono poche. Per questo motivo, per la maggior parte delle volte, risulta difficile procurarsi una bottiglia di vino novello.

 

Come funziona il metodo della Macerazione Carbonica?

Finora si è discusso di come il vino novello si differenzi dalle altre qualità soprattutto grazie alla sua lavorazione, che comprende la vinificazione tramite macerazione carbonica. Andiamo adesso a scoprire nel dettaglio di cosa si tratta.

 

La tecnica

Questa tecnica differisce dal classico pestaggio in quanto l’uva viene inserita intera per grappoli non diraspati all’interno di un contenitore chiuso ermeticamente. Tale contenitore deve essere completamente saturo di anidride carbonica. L’assenza di ossigeno avvierà un procedimento chimico che prevede la fermentazione alcolica intracellulare del chicco, ottenendo così la trasformazione degli zuccheri in alcol etilico.

 

Procedimento

Il procedimento favorisce anche un grado maggiore di glicerina rispetto ai metodi classici, questa particolarità conferisce il tipico sapore dolciastro e fruttato abbinato al novello. Per ottenere il risultato finale è necessario mantenere la fermentazione dell’uva all’interno del contenitore ermetico per un periodo che può variare da alcune ore a qualche giorno.

Nonostante questa tecnica possa essere utilizzata anche per creare altre qualità di vino (non rispettando dunque la normativa che lo regolamenta), essa viene accostata quasi esclusivamente al novello in quanto il suo utilizzo è stato specificatamente studiato per tale scopo.

 

Perché il vino Novello viene accostato alle Castagne? Il Vin Brulè

 

vino novello abbinamento

 

Possiamo identificare il vino novello come una tipologia vinifera tipicamente autunnale, tenendo conto ovviamente del periodo consigliato per il consumo. In questo arco temporale fanno il loro ingresso le castagne, che vengono abbinate al vino dando vita al Vin Brulè, ovvero “bruciato”. Questa bevanda viene preparata accostando il vino rosso dolce alle castagne, ma anche a spezie quali cannella, anice stellato, chiodi di garofano e altro ancora.

 

vin brulè con vino novello

 

Basterà inserire tutti gli ingredienti in una pentola e metterli a cuocere su fuoco lento fino al raggiungimento dell’ebollizione. Successivamente, con lo scopo di far evaporare l’alcool, gli stessi verranno infiammati con un bastoncino di legno. La bevanda mantiene il gusto dolciastro del vino con un deciso sentore di affumicato. Il retrogusto può variare in base al tipo di spezie utilizzate. Vengono spesso accostati al Vin Brulè effetti salutari e di prevenzione, soprattutto verso le malattie stagionali.

 

Vino Novello abbinamenti?

Il suo aroma dolce e fruttato lo rende adatto a diverse tipologie di accostamento, oltre le castagne già accennate infatti si può sorseggiare tranquillamente davanti a un bel piatto di salumi. Ottimo anche da accostare a funghi, formaggi, pesce e carne, purché i piatti non siano eccessivamente elaborati. Un alimento di difficile abbinamento che trova nel novello un ottimo compagno è per esempio il finocchio.

 

Dove comprare il vino Novello online?

Come già accennato in precedenza la produzione del novello è limitata dalla carenza di aziende vinifere che si assumono la responsabilità di produrre un vino così particolareggiato, per questo motivo risulta praticamente impossibile trovarlo sugli scaffali di un supermercato o di un’enoteca qualsiasi.

Il modo migliore per assicurarsene una scorta è acquistarlo online.

Diverse sono le enoteche presenti su internet che offrono la possibilità di poter effettuare un ordine di un buon vino novello per poi spedirlo sapientemente tramite imballi adeguati al trasporto. Per citarne alcuni suggeriamo Callmewine  e Eaitaly.

La praticità di tali portali rende l’acquisto immediato e sicuro.

 

Quali sono i migliori vini novelli italiani?

Le diversificazioni di marca dei vini novelli italiani sono tante, inutile specificare che molto è dipeso dal proprio gusto personale e la ricerca del vino novello giusto per voi parte dall’etichetta. Tramite essa infatti potrete trovare tutte e informazioni base che possono fornirvi un’idea generica.

 

vino novello

 

Qui di seguito una lista di alcuni dei vini novelli più apprezzati;

  • Garda Bresciano, con gusto fermo e secco.
  • Merlot, dal gusto vellutato e intenso.
  • Montepulciano, con profumo intenso ed etereo, sapore asciutto ed equilibrato.
  • Nero d’Avola, massiccio ma vellutato, dotato di profondità.
  • Aglianico, dal caratteristico sapure fruttato, secco al palato, morbido
  • Infine per ultimo non di certo per importanza il novello Santa Costanza Villa Banfi, il rosso toscano più diffuso e apprezzato dal sapore fruttato, dinamico e fresco.

4 commenti su “Vino novello: perché si chiama così riconoscere quello buono”

  1. Il vino novello per gli appassionati è il top! In queste sere autunnali poi si accompagna bene con le caldarroste

  2. Un buon bicchiere di vino novello accostato ad un po’ di castagne alla brace credo sia una delle cose più bune da assaporare con l arrivo dell’ autunno

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