Vini Super Tuscan: le caratteristiche

I vini Super Tuscan

I vini Super Tuscan sono legati a doppio filo con la storia del Chianti. Questa particolare denominazione risale agli anni ’80 del secolo scorso, periodo nel quale fu coniato il termine Super Tuscan in riferimento a quei vini che, anche se non rientravano in nessuna specifica denominazione, erano riusciti a ottenere i favori del mercato a livello internazionale.

E il Chianti che cosa c’entra? Correva l’anno 1872 quando il barone Bettino Ricasoli ebbe l’intuizione di comprendere che il Sangiovese era l’uva a bacca rossa che in Toscana aveva migliori potenzialità: tuttavia il Sangiovese avrebbe potuto arrivare alla perfezione unicamente con l’aggiunta di Malvasia Toscana o Trebbiano. Fu così che vide la luce la prima ricetta del Chianti.

 

Dove comprare i vini Super Tuscan su Internet

A distanza di così tanto tempo, il settore enologico è decisamente cambiato, come dimostra il fatto che i vini Super Tuscan possono essere comprati addirittura online.

Un esempio è offerto dall’Enoteca Properzio, che mette a disposizione dei clienti (solo maggiorenni, ovviamente) le migliori cantine selezionate, consentendo di non pagare le spese di spedizione per carrelli di almeno 99 euro. L’assortimento è davvero ampio, con una notevole e apprezzabile varietà di scelta.

 

Vini Super Tuscan: la storia

Ma torniamo alla ricetta del Chianti: da essa fu redatto un disciplinare severo in base al quale il Chianti doveva essere realizzato con il Sangiovese per non meno del 70%, mentre per la quota rimanente si potevano usare l’Aleatico, il Canaiolo o altre uve complementari.

 

video by: AcinoNobile

 

Non solo: in questa quota potevano essere incluse anche uve locali a bacca bianca, a condizione che la loro percentuale non superasse il 10%.

In più, in base alle regole non potevano essere introdotte varietà di Bordeaux: venivano esclusi, quindi, Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.

 

Dal Vigorello di San Felice a oggi

Nella seconda metà degli anni ’60 del Novecento vede la luce il Vigorello di San Felice. San Felice, con una netta cesura rispetto alla norma che impediva nel cuore dell’area del Chianti Classico del taglio bordolese, diede vita a un modello che si tramutò nel primo Super Tuscan.

Dopo il Vigorello è stata la volta del Sassicaia, realizzato con uve Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon che il marchese Incisa Rocchetta aveva fatto impiantare nei terreni di Bolgheri. Nel 1971, invece, è nato il Tignanello, realizzato con un mix di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Sangiovese chiantiano.

 

Perché sono nati i vini super tuscan

Ma qual è il motivo per il quale i vini super tuscan sono stati concepiti e creati? In sostanze, diversi produttori avevano in mente di promuovere un rinascimento ecologico che favorisse una ripresa dopo che negli anni ’70 i vini toscani avevano conosciuto una drastica riduzione del proprio prestigio, in un’epoca nella quale i produttori non badavano tanto alla qualità ma piuttosto alla quantità.

In questo scenario c’è da tenere conto anche della situazione del settore enologico nella seconda metà degli anni ’80: lo scandalo del vino al metanolo è del 1986, e allo stesso anno risale un disciplinare della DOCG Chianti che consente l’adozione delle uve a bacca bianca.

 

Perché i super tuscan hanno avuto successo

I consumatori nel corso del tempo hanno dimostrato di fidarsi dei vini Super Tuscan e di apprezzarli: una fiducia che, per altro, non dipende da una denominazione.

Il Tignanello era il super tuscan più famoso: su realizzato in collaborazione da Giacomo Tachis e da Piero Antinori. Era a suo modo rivoluzionario il concetto per il quale con il Sangiovese si potessero realizzare vini da invecchiamento con lo stesso grado di nobiltà dei bordolesi transalpini.

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