Turismo ecosostenibile: com’era l’andamento prima del Coronavirus?

Turismo ecosostenibile nel 2020

Il mondo che conosciamo è stato duramente modificato dall’impatto devastante dell’epidemia di Covid-19 che si è verificato con l’inizio del 2020.

Inutile dire che l’epidemia ha fatto segnare una brusca e improvvisa fermata all’ascesa del turismo in tutte le sue declinazioni, compreso il turismo ecosostenibile, che in Italia era in crescita sostenuta.

Secondo il Rapporto Univerde 2019, prima dello stop improvviso dettato dall’emergenza, il livello di conoscenza della definizione di turismo sostenibile era cresciuto fino all’81%, facendo segnare un aumento del 3% rispetto alla ricerca precedente.

Con il termine turismo ecosostenibile intendiamo un turismo in grado di rispettare l’ambiente e di ridurre al massimo il consumo di energia e di risorse del territorio.

Del resto nel 2019 gli italiani hanno anche confermato al 75% di preferire le strutture ricettive che non utilizzano plastiche monouso, a sottolineare come questo tema fosse particolarmente sentito alla vigilia della pandemia.

Inoltre, rapporto alla mano, la sensibilità per il turismo ecosostenibile era arrivata a riguardare il 68% degli italiani, facendo segnare una crescita di circa il 5% rispetto alla rilevazione precedente. Dati incoraggianti che, se non altro, fanno capire che è stata intrapresa la strada giusta.

 

La classifica delle città ecosostenibili stilata da Chetariffa

Nei suoi studi, il comparatore di tariffe CheTariffa ha messo in luce come diverse città italiane abbiano fatto passi da gigante nel settore del turismo ecosostenibile, si pensi solo a Milano, Bolzano e Oristano che sono state recentemente premiate come le città più green in Italia.

Queste città si sono infatti impegnate in modo progressivo nel ridisegnare il tessuto urbano sulle energie rinnovabili dando ampio spazio al miglioramento energetico secondo quanto stabilito dalle Nazioni Unite.

Sono le Nazioni Unite infatti a stabilire i piani di sviluppo a cui le nazioni aderiscono e quindi l’obiettivo generale in vista del 2030 è quello di abbattere sprechi ed emissioni inquinanti, di facilitare la mobilità pubblica elettrica, di potenziare le infrastrutture pedonali e impegnarsi direttamente nella costruzione di impianti fotovoltaici.

Tornando al discorso relativo al turismo ecosostenibile e al Rapporto Univerde del 2019, sembra che gli italiani prima del coronavirus preferissero in gran parte i bed and breakfast come alloggi ideali per le loro “eco” vacanze (+39%), seguiti dagli agriturismi (+34%).

 

Turismo ecosostenibile agriturismo

 

L’accresciuta sensibilità degli italiani riguardo al turismo ecosostenibile si può toccare con mano anche analizzando il fatto, emerso dal rapporto, che circa il 44% di loro si informi sull’attenzione della struttura ricettiva scelta circa la tutela ambientale (+3% rispetto al periodo 2011-2018).

Sempre parlando di dati concreti sembra che circa il 77% degli italiani utilizzi internet per queste ricerche. Ma quali erano gli aspetti più verificati dagli italiani per valutare l’attenzione delle strutture ricettive alla tutela dell’ambiente?

Circa il 58% degli utenti ha dichiarato di fare attenzione alla presenza di pannelli fotovoltaici, il 34% all’uso di sistemi per il risparmio elettrico, il 31% al risparmio idrico e il 18% al cosiddetto “plastic free”, ovvero la ricerca di soluzioni alternative al consumo della plastica usa e getta.

Il tema del “plastic free” si lega a doppio filo con il concetto di turismo ecosostenibile anche grazie alla crescente sensibilità su questo tema. Un altro dato interessante: la crescente attenzione dimostrata dai turisti italiani per le ricariche e il noleggio di auto elettriche o ibride (14%).

Anche se potrebbe sembrare difficile a credersi il Rapporto Univerde 2019 ha dimostrato come prima della pandemia di Coronavirus circa il 65% degli italiani sarebbe stato ben contento di rinunciare all’utilizzo dell’automobile in presenza di alternative per raggiungere la meta per le proprie vacanze come il treno.

Il 58% di loro sarebbe stato disposto a utilizzare il car sharing e il 51% l’autobus. Sempre il 65% dei turisti aveva dichiarato di aver già utilizzato il treno per motivi di sensibilità ecologica, a sottolineare come questa tematica fosse già molto sentita anche prima del 2020.

Per quanto riguarda la ristorazione ben il 91% degli italiani avrebbe espresso preferenza per i prodotti Km 0 e l’83% per i prodotti provenienti dall’agricoltura biologica, arrivando anche ad accettare di spendere qualcosa in più alla ricerca della genuinità.

Se si parla invece della sensibilità degli intervistati circa i danni ambientali provocati dall’abbandono delle plastiche in mari, fiumi e campagne, ben il 47% reputava gli eventi musicali e sportivi come le attività più dannose in assoluto davanti al 33% degli stabilimenti balneari, al 18% dei campeggi, al 16% dei bar, al 14% delle attività escursionistiche, al 13% dei ristoranti e al 9% degli alberghi.

Un dato sorprendente in positivo è che circa il 94% degli italiani intervistati riguardo il turismo ecosostenibile ha dichiarato di gradire in alternativa al monouso l’utilizzo di bicchieri e di bottiglie in vetro.

Insomma, il quadro che ne emerge è piuttosto positivo e sottolinea come prima della pandemia di Coronavirus in Italia la sensibilità sulla tutela ambientale e sulla necessità di combinare turismo e rispetto dell’ambiente fosse già molto sentito.

La speranza è che il turismo ecosostenibile possa tornare a essere un volano di crescita per l’Italia nel suo complesso, visto e considerato che al nostro Paese di certo non mancano le bellezze naturali e le città da visitare.

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