Spada nella roccia San Galgano: leggenda Toscana

Spada nella roccia San Galgano: leggenda Toscana

La Spada nella roccia a San Galgano

L’Italia è un Paese ricco di storia e meraviglie, ma anche di straordinarie leggende che hanno percorso i secoli fino ad arrivare a noi.

Tra queste, una delle più affascinanti è quella della spada nella roccia toscana, ovvero la presenza di una misteriosa spada medievale conficcata nella pietra a San Galgano, una piccola località a circa 20 chilometri da Siena e, per la precisione, nel comune di Chiusdino.

Qui, secondo le leggende, sarebbe avvenuto il primo miracolo di San Galgano che, nel Natale del 1180, riuscì a conficcare la spada in una roccia oggi contenuta all’interno dell’abbazia a lui dedicata.

 

san galgano spada nella roccia

 

 Spada nella roccia San Galgano e la leggenda

La leggenda della spada nella roccia di San Galgano ha origine nel 1148, quando Galgano Guidotti, questo era il vero nome del futuro Santo, nasceva a Chiusdino da una famiglia nobile locale.

Fin da ragazzo mostrò interesse per la vita da cavaliere e i divertimenti più sfrenati, fino a quando divenne davvero un Santo Cavaliere di Dio.

Durante un viaggio, infatti, Galgano ebbe due visioni mistiche dell’Arcangelo Michele: nella prima, quest’ultimo si fece soltanto vedere, mentre nella seconda invitò l’uomo a seguirlo fino alla sperduta località di Monte Siepi, dove gli mostrò un edificio rotondo in cui c’erano dodici persone.

Galgano si unì a loro e completò il suo percorso di redenzione che lo portò a riprendere la sua vita quotidiana con una prospettiva completamente diversa rispetto al passato.

Il richiamo di quel luogo magico, però, si fece risentire presto, così Galgano tornò nuovamente a Monte Siepi e si ritrovò nello stesso posto in cui aveva incontrato i dodici apostoli che lo avevano aiutato a convertirsi.

Convinto che quel viaggio non fosse un caso, decise di dargli un’identità precisa e cercò, ma invano, una croce da piantare sul terreno.

Non trovando nulla, pensò bene di provare a conficcare la sua spada in una roccia, riuscendoci tra la sua stessa meraviglia.

Sempre secondo le leggende, proprio in quel momento, mentre la spada tagliava letteralmente la roccia, Galgano sentì una voce che lo invitava a rimanere in quel luogo, a farne la sua casa.

L’uomo decise, così, di diventare un eremita, vivendo nei boschi attigui e nutrendosi soltanto di erbe selvatiche.

Le leggende raccontano anche che, durante un periodo di assenza, tre ladri cercarono di rubare la spada ma, non riuscendoci, la spezzarono.

Al suo ritorno, Galgano rimase talmente dispiaciuto del fatto che si pentì di essersi allontanato, ritenendosi responsabile dell’accaduto.

Tuttavia, una voce lo rincuorò, invitandolo a rimettere insieme le estremità della spada spezzata che, una volta avvicinate, si rinsaldarono miracolosamente.

Da quel giorno, l’uomo non si spostò più da quell’angolo di campagna, pregando tutto il giorno fino alla sua morte, avvenuta nel 1181.

Quattro anni più tardi, Galgano venne nominato santo da Papa Lucio III e, in brevissimo tempo, il luogo dove ancora oggi c’è la spada divenne meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, soprattutto tra i Cavalieri.

 

video by Piccola Italia

L’abbazia di San Galgano

Il culto di San Galgano si diffuse talmente tanto che nel 1218, a pochi metri dal luogo in cui il santo conficcò la sua spada in una roccia, cominciò la costruzione di un’Abbazia a lui dedicata.

Si tratta di una imponente struttura gotica che, a vederla oggi, fa un effetto ancora più straniante e affascinante, perché si trova letteralmente in mezzo al nulla ed è priva del tetto.

Entrarci dentro, avendo il cielo come unica protezione è una sensazione davvero unica e uno spettacolo meraviglioso, soprattutto la sera, quando cala il buio e si accendono le stelle.

Per molti anni, fino al XIV secolo, l’Abbazia godette del sostegno economico di Federico II, tanto che nacque una contesa tra il Papato e la Repubblica di Siena su chi ne fosse il proprietario.

Purtroppo, nei secoli successivi, il culto di San Galgano si perse e l’Abbazia fu del tutto abbandonata, divenendo un magazzino per materiali edili e perdendo lo splendido tetto di piombo. Intorno al 1500, poi, fu affidata a un abate commendatario che la vendette per appianare dei debiti.

Oggi, per fortuna, anche grazie alla leggenda della spada nella roccia, questa spettacolare costruzione sta vivendo un secondo periodo di splendore, tanto che è stata sottoposta a diversi studi architettonici che hanno dimostrato come sia stata realizzata seguendo la cosiddetta Scala Diatonica, ossia una scala musicale composta da sette delle dodici note che formano la scala cromatica e che si susseguono secondo una successione di sette intervalli, cinque toni e due semitoni.

Si tratta di un luogo talmente suggestivo che anche il cinema ha ceduto al suo fascino misterioso, così che l’Abbazia è visibile in due grandissimi film come Il paziente inglese di Anthony Minghella e Nostalghia di Andrej Tarkovskij.

 

L’eremo di Monte Siepi

Oggi, per vedere la spada nella roccia bisogna visitare l’Eremo di Monte Siepi, che si trova su una piccola collina a poche centinaia di metri dall’Abbazia di San Galgano.

Si tratta di un breve sentiero in salita che conduce a questo suggestivo e affascinante luogo edificato nel 1181, poco dopo la morte di San Galgano.

È una chiesetta piccola, ideale per chi vuole raccogliersi in preghiera e ha bisogno di un po’ di intimità. È costruita con una pianta circolare ispirata agli antichi templi, sormontata da una cupola decorata con cerchi concentrici di mattoncini bianchi e rossi, che riportano allo stile pagano.

Per questo motivo, nei secoli si sono rincorse leggende secondo cui l’eremo fosse stato usato dai Templari per nascondere il Santo Graal, leggende alimentate dalla scoperta di una camera sotterranea, che non è stata ancora visitata per la mancanza dei permessi necessari.

La cappella è stata affrescata da Ambrogio Lorenzetti e racconta la vita di San Galgano, ma ciò che attira maggiormente l’attenzione dei visitatori è la teca posta al centro dell’aula, dove è custodita la spada nella roccia, ogni anno meta di veri e propri pellegrinaggi di credenti e appassionati.

La reliquia è stata sottoposta a diversi esami metallografici che hanno confermato la datazione antecedente al XII secolo. Il fascino e l’unicità di questo luogo viene rinnovato ogni anno, agli occhi di chi ha la fortuna di trovarsi nell’eremo durante l’alba del 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, quando i raggi del sole penetrano all’interno e formano un magico cerchio luminoso sulla parete dietro all’altare che scende, piano piano, verso la spada, offrendo uno spettacolo da brividi.

 

Dove si trova la spada nella roccia a San Galgano e come arrivare

Come accennato, l’Abbazia di San Galgano si trova in provincia di Siena, a circa 20 chilometri dal capoluogo di provincia, nel piccolo comune di Chiusdino.

Per arrivarci, l’opzione migliore è impostare il navigatore satellitare con destinazione Chiusdino e, una volta superato il paesino, imboccare la strada statale 164 fino a San Galgano.

In alternativa, sia chi arriva da Sud che da Nord, deve imboccare l’autostrada direzione Firenze, poi uscire e percorrere la Firenze-Siena e, una volta raggiunta quest’ultima, prendere la strada statale 223 Siena-Grosseto fino a Chiusdino, poi sempre la 164 fino all’Abbazia.

 

Cosa vedere nei dintorni della Spada nella roccia San Galgano

Il territorio attorno a Siena è molto vasto e ricco di bellezze da visitare, come del resto tutta la Toscana, ed è ideale anche per viaggiare con la famiglia.

Nei pressi dell’Abbazia di San Galgano sono tanti i luoghi in cui recarsi, a cominciare dallo stesso capoluogo di provincia fino ai paesi di Monteriggioni, Montepulciano, Bagno Vignoni, Montalcino e San Gimignano.

Lungo la strada per San Galgano sorge il castello di Montarrenti, un imponente parallelepipedo situato su un’altura da cui si può godere una splendida vista sulla vallata di Sovicille.

Si tratta di una costruzione molto antica, risalente al VII secolo a.C, ma che fu abbandonata abbastanza presto e del cui insediamento questo castello rimane l’unica testimonianza.

Sempre nelle vicinanze, si può fare una capatina a Torri, un borgo medievale fortificato circondato dalla natura e da boschi incontaminati, per visitare l’abbazia caratterizzata da un chiostro quadrato circondato da tre serie di arcatelle sovrapposte.

 

Il borgo di Chiusdino

Per quanto riguarda Chiusdino, questo piccolo borgo si trova tra le Colline Metallifere, la Val di Farma e la Montagnola Senese e i suoi paesaggi sono caratterizzati da una ricca vegetazione e tanti corsi d’acqua.

Chiusdino è il tipico borgo toscano per cui, tutti gli anni, turisti da tutto il mondo fanno la fila, anche grazie al suo tessuto urbano, che conserva caratteristiche medievali.

È un paesino molto antico, le prime tracce risalgono al VII e VIII secolo d.C. e, nel corso della sua storia, è stato sotto il controllo dei conti di Volterra fino all’annessione da parte di Siena, avvenuta nel 1215.

Proprio grazie all’Abbazia di San Galgano, Chiusdino ha conservato intatto il suo fascino e ha continuato ad attirare turisti e curiosi da tutto il mondo, soprattutto grazie alla presenza di alcune reliquie sacre, come la testa di San Galgano stesso e la famosa spada nella roccia, tutti gli anni meta di pellegrinaggio.

Michele Valente

Sono il blogger di Famiglia in Fuga. Appassionato di viaggi e di tecnologia, ho creato questo blog insieme alla mia famiglia.

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