Quando si parla di Turchia, impossibile non menzionare Istanbul, uno dei luoghi più belli da vedere in Turchia. Instanbul è una città dai mille colori e dalle mille sfaccettature; a cavallo fra due mondi – quello occidentale e quello orientale – riesce a incantare milioni di visitatori annui per le sue strade piene di gente, musica e profumi provenienti da ogni parte del mondo.

L’arte e la cultura turche si mescolano sapientemente ad un melting pot cosmopolita, in cui la globalizzazione non ha eliminato del tutto le meraviglie che è possibile vedere, assaporare e ascoltare nella bellissima città.

 

Cosa vedere a Istanbul

 

Instanbul: la storia

Instanbul sembra ferma in un’epoca molto distante da quella che siamo soliti vivere nell’Europa continentale. Il viaggiatore verrà affascinato dall’architettura, dalle strade caotiche e disorganizzate, e dai negozietti colorati in cui risuona in lontananza una musica orientale. Instanbul è un suono di flauto in grado di addomesticare e conquistare qualsiasi serpente e non ha nulla da invidiare alle più belle città europee. Noi, siamo pronti a presentarvela in tutta la sua bellezza.

 

L’Impero Ottomano 

La storia della prima capitale turca affonda le sue radici nel titolo onorifico che la rese una delle città più importanti del vecchio mondo: capitale dell’Impero Romano d’Oriente in un primo tempo, centro dell’Impero Bizantino poi, e infine capitale dell’Impero Ottomano. Sotto il nome di Bisanzio, Instanbul fece parte della Lega Ellenica e dell’Impero Romano, periodo in cui Costantino ordinò di massimizzare le bellezze della città; essa ne trasse vantaggi economici e culturali, nonché un forte impulso alla crescita.

L’allora Costantinopoli divenne il punto di riferimento a cavallo fra i due mondi; fu la decadenza dell’Impero a rendere necessaria la resa dei turchi alla popolazione ottomana, la quale rinvigorì i traffici commerciali, creando nella città un’ampia comunità di ebrei, armeni e greci. Da questo momento in poi Instanbul divenne una finestra sulla bellezza multiculturale delle popolazioni centro-orientali: in alcuni quartieri si possono ancora riconoscere le influenze etniche che diedero vita ad alcune tra le più interessanti tradizioni della capitale.

Il lento decadimento dell’Impero ottomano arrivò fino al 1922, anno in cui la sua caduta precedette la fondazione della Repubblica du Turchia. Nel XX secolo il nome venne modificato in Instanbul e la capitale venne spostata ad Ankara.

 

Cosa vedere a Instanbul: idee di viaggio

Instanbul non smette mai d’incuriosire e lasciare a bocca aperta viaggiatori provenienti da tutto il mondo; il segreto della città risiede nella bellezza di una cultura dinamica e cangiante, la quale si adatta al presente senza sacrificare il passato. Per una visita approfondita della città turca non c’è niente di meglio che iniziare dal suo simbolo: il Bosforo.

 

 

Lo stretto divide a metà la città ed è immediatamente riconoscibile sia che si passi in crociera sia che si decida di camminare per ammirarne la magia. Il centro storico è stato dichiarato patrimonio Unesco proprio in virtù delle tradizioni storico-architettoniche che vi si respirano. Il luogo principale di aggregazione è Piazza Taksim, nel quartiere Beyoglu.

 

Galleria d’arte di Taksim

Immancabile una visita nella Galleria d’arte di Taksim, uno dei luoghi che raccoglie le tendenze artistiche e creative di tantissimi giovani turchi. Percorrendo a piedi il centro cittadino sarà possibile imbattersi nella maestosa Basilica di Hagia Sofia, dapprima chiesa ortodossa poi trasformata in moschea nel 1453, dopo la conquista della città da parte di Maometto.

Costruita nel 537 dall’Imperatore Giustiniano, al momento è stata convertita in un museo, la cui facciata bizantina continua ad essere la più fotografata di Instanbul. Una destinazione che non può mancare per una comprensione approfondita della realtà culturale di Istanbul è la Moschea Blu; essa è probabilmente la più spettacolare fra le costruzioni islamiche che la storia abbia mai potuto vantare.

 

Cosa fare a Istanbul

 

La Moschea del sultano Ahmet, infatti, è passata alla storia sotto il nome di Moschea Blu a causa delle 21 mila piastrelle turchesi che rivestono l’edificio e la cupola. All’interno l’atmosfera visiva è monopolizzata da una sequenza di giochi di luce in grado di incantare anche il visitatore più disattento; il luogo di culto è liberamente visitabile, previo rispetto delle regole religiose islamiche.

Per una passeggiata a stretto contatto con la natura più pura e incandescente della bella Instanbul non resta che dirigersi presso il Grand Bazaar, un luogo rappresentativo e allo stesso turistico. Negozi, chioschi, bancarelle e cibi profumati consentono al viaggiatore di perdersi in un’illusione al limite della realtà. Il mercato coperto è chiassoso e colorato e saprà offrirti prodotti di ogni tipo, dal classico souvenir a un servizio da tè di manifattura locale. Considerato una vera e propria città nella città, il Bazaar è un luogo di ritrovo in cui contrattare per qualche prodotto interessante. Consigliato!

 

Cosa fare ad Instanbul

Ogni viaggiatore che si rispetti sa quanto sia importante trovare delle local experiences davvero uniche; una gita sul Bosforo è un’ottimo modo per vedere tutto quello che Instanbul può offrire, ma da un’altra prospettiva! La mini crociera consente di passare attraverso gli spots più interessanti della città turca ed è un metodo di trasporto usato anche dai locali. Per quanti volessero spingersi fino al Mar Nero, c’è la possibilità di acquistare un pacchetto unico che dal Bosforo arrivi fino alla costa marittima tramite la navigazione lungo il Corno D’Oro.

 

Cosa fare ad Istanbul gita sul Bosforo

 

Un’altra attività locale che renderà qualsiasi turista un abitante di Instanbul DOC, è la shisha, la pipa ad acqua tanto amata da tutte le generazioni turche. Il tabacco aromatizzato non disturba nemmeno i fumatori non abituali: un must-to-do in una bella serata in compagnia. Terza local experience imperdibile è il riconoscimento dell’adhan ovvero il richiamo della preghiera che scandisce la giornata con il suo suono lungo e penetrante, il quale si eleva al di sopra del caos cittadino e dei rumori del Bosforo.

Il muezzin sale sul minareto cinque volte al giorno per scandire i momenti di raccoglimento e preghiera della popolazione. Prestare attenzione alla routine giornaliera della città turca è un must se si vuole entrare in contatto con le tradizioni locali. Infine, per i più intrepidi, non resta che ripercorrere la strada delle antiche mura di Costantinopoli, lunghe 7 km circa. Una destinazione poco turistica e altamente suggestiva!

 

Come arrivare a Instanbul

Il metodo più veloce per raggiungere Instanbul dall’Italia è con un volo aereo; molteplici sono le compagnie di servizio, tra le quali Alitalia e Turkish Airlines. Un’altro modo per arrivare sulla costa e attraccare direttamente al Bosforo, è tramite crociera; molti itinerari di viaggio fanno scalo anche in Grecia e Croazia prima di arrivare a toccare la bella Instanbul. Infine, è possibile arrivare in auto imbarcandosi da Ancona, Bari o Brindisi in direzione Igoumenitsa, in Grecia. Da lì, percorrendo la Via Egnatia in direzione Salonicco, si arriva a destinazione dopo circa 900 km. Una soluzione on the road interessante, sebbene non fra le scelte più rapide e economiche!

 

Quando andare a Instanbul

La Turchia presenta un clima mediterraneo: le stagioni più fredde e piovose sono autunno e inverno, l’estate è calda, afosa e umida. Il nostro consiglio è di visitare Instanbul in primavera, quando le giornate iniziano ad allungarsi e il clima è mite e soleggiato. In quale mese prenotare? Scegliete i periodi intermedi di maggio e giugno.

Famigliainfuga

Famigliainfuga.com è un blog di viaggio curato con passione ed orgoglio da me, Michele Valente e da mia moglie Chiara Sau, compatibilmente con gli impegni quotidiani e dai suoi autori. Lo spazio sul blog è dedicato ai nostri viaggi, le curiosità i consigli per chi viaggia e per lo stile di vita della famiglia. Sono appassionato di viaggi e di cucina di cui scrivo anche su altri siti del settore.