Il Salento è  quella subregione pugliese che conquista grazie alle sue bellezze paesaggistiche, storiche e artistiche. Distese di ulivi costeggiati da muretti a secco, coste meravigliose punteggiate di spiagge da sogno, borghi ricchi di storia e tradizioni ancestrali tramandate da secoli sino ai giorni nostri: questa è l’anima del Salento, espressa pienamente da Santa Maria di Leuca, frazione di Castrignano del Capo, che poco ha da invidiare a località più esotiche.

 

Spiagge da sogno a Santa Maria di Leuca

 

Le origini del nome “Santa Maria di Leuca”

Santa Maria di Leuca si trova all’estremità meridionale della Puglia, dove la terra finisce per lasciare il posto al mare infinito: per questo motivo i romani l’hanno definita de finibus terrae.
L’origine del suo attuale nome è legata però al greco leukos, vale a dire ìbiancoî. Sono infatti stati dei pescatori ellenici a soprannominarla cosÏ, accecati dalla luce che illuminava questo lembo di terra; la dicitura di Santa Maria rimanda invece alla tradizione cristiana secondo la quale San Pietro, in viaggio dalla Palestina verso Roma, si fermò proprio qui dando il via alla sua opera di evangelizzazione.

 

Le ville storiche di Leuca

Oltre ad un passato di importante scalo marittimo, Santa Maria di Leuca è stata anche una località turistica amata dai ceti più abbienti. A testimoniarlo sono le residenze nobiliari che caratterizzano il centro di Leuca. Giuseppe Ruggeri, nel 1874, fu il primo a costruire la sua Villa Meridiana, con tanto di orologio solare sulla facciata.
Passeggiando per il borgo noterete costruzioni colorate e in stili assolutamente diversi, medioevale, liberty, pompeiano e moresco: la settecentesca Villa Romasi è la più antica e la riconoscerete per il suo colore rosso acceso e le torrette cilindriche; Villa Fuortes, nel suo stile neoclassico, pare sia infestata dai fantasmi, mentre Villa Episcopo si distingue per il suo stile orientaleggiante che vi ricorderà una pagoda cinese.

Ci sono poi Villa Pia, di cui potete apprezzare le sue mura merlate, e la neo-gotica Villa Mellacqua simile ad una castello delle fiabe: tutte le ville di Santa Maria di Leuca hanno un accesso al mare, con bagnarole che consentivano alle dame dell’epoca di refrigerarsi in mare nella più totale riservatezza.

 

La leggenda di Santa Maria di Leuca

I luoghi simbolo di Santa Maria di Leuca sorgono quasi tutti in prossimità di Punta Meliso, promontorio che cinge il borgo assieme a Punta Ristola. La leggenda vuole che questi due capi rocciosi siano i giovani innamorati Melisso e Aristula, uccisi dalla furia della sirena Leucasia, vendicatasi dell’uomo che ha resistito al suo canto ammaliatore. La sirena allora scatenò su di loro una tempesta che li scaraventò in mare, dove annegarono; gli dei, però, mossi da pietà, tramutarono i loro corpi in promontori rocciosi posti l’uno di fronte all’altro. Leucasia, per il rimorso, perse la sua voce e anch’essa divenne pietra, depositandosi dove oggi sorge Santa Maria di Leuca.

Il Trittico della Trascendenza Ë un’opera scultorea di Mario Calcagnile, nata per onorare questa struggente leggenda: raffigura la Nuotatrice dei due mari, Leucasia, e l’Angelo del Meliso e potete ammirarlo sul lungomare.

 

Cosa vedere a Santa Maria di Leuca

A due passi dalla scultura del Calcagnile, ai piedi della colonna romana, si erge la maestosa Cascata Monumentale, completata nel 1939 per celebrare la grande opera di ingegneria idraulica rappresentata dall’Acquedotto Pugliese, che termina infatti proprio a Leuca. Essendo artificiale, potete vederla in azione solo in occasioni speciali ma potete godere della sua imponenza salendo i 296 gradini che la affiancano raggiungendo la cima, con vista spettacolare sul borgo e il suo pittoresco porticciolo.

Il monumento simbolo di Santa Maria di Leuca è senza dubbio il Santuario di Santa Maria de finibus terrae, nato sui resti di un tempio dedicato alla dea Minerva. Entrando in chiesa potete ammirare un organo del 1885, affreschi del Mercaldi e un mirabile dipinto realizzato da Jacopo Palma il Giovane raffigurante la Madonna col Bambino, sito al di sopra dell’altare maggiore.

 

Cosa vedere a Santa Maria di Leuca la basilica di Santa Maria

 

Sopra il pulpito invece potete apprezzare un affresco che ritrae San Pietro davanti alla distruzione del Tempio di Minerva: di quest’ultimo resta solo una pietra, chiamata “Ara di Minerva”, a testimoniare il passato pagano del luogo e che potete osservare all’interno dello stesso santuario.
Il passaggio dell’apostolo è ricordato da una grande croce in pietra non lontano dal sagrato, dove invece svetta una colonna con capitello corinzio con in cima la statua della Vergine.

Uscendo dalla chiesa, con il mare azzurro sempre sullo sfondo, scorgerete facilmente il bianco Faro di Leuca costruito 1873: pensate che il suo fascio di luce è visibile a 50 km di distanza e dalla sua cima potrete avvistare, nelle giornate più terse, persino la Calabria, i monti albanesi e l’isola di Corfù.

 

Alla scoperta della costa di Santa Maria di Leuca

Durante il vostro soggiorno a Leuca (qui informazioni su hotel in Salento per il soggiorno), non mancate di godervi il mare cristallino che bagna questa costa prevalentemente rocciosa, con cavità carsiche dal grande valore storico:

  • Grotta della Porcinara, frequentata sin dal VII a.C. come luogo di culto;
  • Grotta del Diavolo, dove sono stati rinvenuti resti di un insediamento dell’età della pietra, iscrizioni lasciate da marinai in greco e latino, oltre a croci scolpite risalenti al III a.C.;
  • Grotta del Bambino, nota per il molare di un infante scoperto al suo interno;
  • Grotta dei Giganti, dove furono scoperte ossa di pachidermi, attribuite secondo la leggenda ai giganti Leuterni sconfitti da Ercole.

La costa però regala anche baie davvero spettacolari. A 9 km dal centro, sul versante nord-est, raggiungete ad esempio l’insenatura del Ciolo, che vi apparirà come un fiordo racchiuso tra alte scogliere dove nidificavano le gazze: a sovrastarlo c’è un ponte altissimo, amato dai tuffatori più coraggiosi, mentre in basso si stende una piccola baia rocciosa bagnata da acque cristalline dove nuotano foche monache e tartarughe marine.

Passando sul versante ionico, superando prima le sabbiose e vivaci Marine di Felloniche e poi la Marina di San Gregorio, giungerete nelle cosiddette “Maldive del Salento”: si tratta di Pescoluse, con una spiaggia bianca lunga più di 10 km, lambita da un lato da acque turchesi e dall’altro da dune sabbiose punteggiate di acacie e gigli bianchi.

Famigliainfuga

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